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La vecchia chiesetta San Germano sorse intorno all’anno 450 d.C. grazie al merito di una gentildonna piacentina miracolata da San Germano. Dunque fu una delle più antiche chiese della provincia di Piacenza. Il benefattore era un ricco proprietario di terreni posti in Podenzano e, grato al santo per la guarigione ottenuta dalla moglie, volle eternare la sua riconoscenza elevando il tempio. San Germano, nato a Auxerre in Francia nel 380, fu capitano di milizia, governatore e poi vescovo di Auxerre. Andò due volte in Inghilterra per predicarvi contro i seguaci dell’antico Pelagio che andava espandendo le sue teorie opposte a quelle di S. Agostino, affermando l’assoluto potere della libera volontà umana, negando il principio del peccato originale e la necessità della grazia divina. Venuto a Ravenna presso l’imperatore Valentiniano III per implorare il perdono a favore degli Armoricani (abitanti dell’attuale Bretagna) che si erano ribellati a Roma formando una potente confederazione indipendente, vi morì nel 448. Valentiniano fece imbalsamare il cadavere e, come da desiderio del morente stesso, lo fece trasportare in terra francese. Giunto il corpo a Piacenza, fu deposto per la notte in una chiesa, identificata per quella di San Antonino, allora cattedrale di Piacenza. Una donna della città, paralitica, ottenne di passare la notte coricata sotto quel feretro e la mattina dopo si alzò completamente sana. In memoria del miracolo, il vescovo Mauro ordinò che ogni anno, nell’ultimo giorno di luglio, anniversario della morte di San Germano, in tutta la diocesi si commemorasse il santo, ordinanza che ancora oggi viene rispettata a Podenzano. Dallo stesso vescovo Mauro fu dedicata a San Germano la chiesa di Podenzano, dotata di poderi dal marito della donna miracolosamente guarita. La pieve di Podenzano, Plebes Potentiani, è compresa in un elenco di pievi e chiese rurali piacentine desunto dal Codice 28 (già 33), in pergamena, dell’Archivio Capitolare di Piacenza. Il Codice porta la data del 1238 e riferisce il rendiconto delle decime che erano dovute alla Cattedrale: Podenzano aveva 500 lire di decima.
Nei primi decenni del Settecento il conte Annibale Anguissola, arciprete di Podenzano, fece costruire a sue spese l’altare maggiore della chiesa e forse anche gi altri minori e sul pavimento dell’altare maggiore, nella parte posteriore, pose il suo stemma. Lo stesso conte arciprete con un suo codicillo fondò un salario per una santa messa quotidiana all’altare del Crocifisso nella medesima chiesa e dispose come legato che la nomina del beneficiario spettasse ai suoi nipoti Anguissola, Girolamo, Nicolò e Filippo; in loro mancanza il legato doveva passare all’arciprete di Podenzano. La chiesa con la torre a lanterna come era negli ultimi suoi anni di vita risaliva probabilmente al 1100, però ampliata e ritoccata in diverse epoche. L’alta facciata, per esempio, risaliva al 1870 e non corrispondeva al resto dell’edificio. All’interno esisteva una cantoria del ‘700 e nell’ultima cappella destra facevano bella mostra di sé due quadri del ‘600 rappresentanti “Mosè fra gli Ebrei” e le “Nozze di Cana”. Attraverso tanti rifacimenti, che ne hanno mutato le strutture originali, la chiesa ha così assolto il suo compito fino al 1940; in seguito fu adattata a locale per cinema teatro, essendo sorta al suo fianco la nuova parrocchiale.
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Don Ettore Zurla, arrivato nella parrocchia di Podenzano il 04 settembre 1932, avvertì subito la necessità di erigere una nuova chiesa parrocchiale più ampia e più atta al culto. Dunque si mise all’opera raccomandandosi a S. Giovanni Bosco e chiamando come progettista l’architetto Camillo Uccelli di Parma. Una volta fatto approvare il progetto dall’autorità Ecclesiastica e civile, il parroco ricevette la prima offerta di dieci mila lire dalla signora Zilli Cristina in Sartori. Come area scelse quella adiacente alla vecchia chiesa, nel vecchio cimitero, e fece disegnare sul terreno la pianta della nuova chiesa dal geometra Giuseppe Bottazzi, coadiuvato dagli allora studenti universitari Edoardo Righetti e Dante Formaleoni.
Il 12 ottobre 1934 furono iniziati gli scavi delle fondamenta che furono riempiti in calcestruzzo nelle cappelle laterali. Il I aprile 1935 iniziò la sopraelevazione dei muri perimetrali fino all’altezza di quattro metri. Il 19 marzo 1936, fu solennemente benedetta dal vescovo di Piacenza mons. Ersilio Menzani la pietra testimoniale, nella quale fu inserito un tubo di piombo contenente una pergamena, il documento storico della fondazione della chiesa. Sulla pietra i podenzanesi hanno voluto scrivere i nomi di tutti i loro combattenti nell’Africa Orientale seguiti da alcune parole di augurio. Detta pietra fu calata alla presenza di tutta la popolazione e delle autorità civili e politiche nelle fondamenta dell’altare maggiore. Fu iniziato di poi il lavoro che portò alla copertura della struttura. Nel 1937 furono costruiti i volti con mattoni leggeri forati indi l’intonaco e la decorazione eseguita da Ugo Albertelli e Alberto Aspetti. Con l’impegno eccezionale di mons. Ettore Zurla e la sensibilità di tutti i Podenzanesi, la chiesa venne finalmente completata e consacrata con solenne rito il 6 aprile 1940 dal vescovo Menzani, assistito in quella particolare occasione dai vescovi di Bagnoreggio e di Ascoli Piceno. Il giorno dopo fu celebrata la festa dell’inaugurazione. Nello stesso anno è stato trasportato dalla chiesa vecchia alla nuova l’organo a canna di notevole valore artistico e storico, costruito dalla ditta Pietro Cavalli nella seconda metà del 1800 ed arrivato a Podenzano negli anni Venti dalla Cattedrale di Piacenza. Ha sempre funzionato regolarmente, ma si rese necessario un restauro radicale. Questo fu realizzato dalla Ditta Bonizzi di Crema e si protrasse per sei mesi nell’anno 1995. L’ing. Leonardo Garilli (Piacenza, gennaio 1923 – dicembre 1997), sempre affezionato alla parrocchia di Podenzano quando, nel 1956 (trentatreenne) aveva fatto l’allaccio del gas alla Chiesa parrocchiale (come presidente della So.Di.Gas). Pagò personalmente il restauro per la somma che si aggira sui 90 milioni di lire e non volle mai che il suo generoso intervento fosse reso noto.
Se Mons. Zurla ha legato il suo nome alla costruzione della chiesa, il successore mons. Teodoro Pallaroni (Castel San Giovanni 1919-Podenzano 2001) l’ha legato già all’arricchimento artistico della medesima, grazie alla sua straordinaria presenza quale ministro di culto e di stimato esperto di arte sacra. Infatti la chiesa parrocchiale, dall’architettura romanica su pianta greca con alcuni fregi che richiamano lo stile bizantino, dal 1957 ad oggi è stata continuamente arricchita dalle opere di validi artisti.
Affreschi di Ernesto Giacobbi (Piacenza, 1891-1964) sulla volta laterale e sull’arco romanico nell’alto della facciata, di Ugo Alberelli, di Francesco Maria Martini, di Pietro Delfitto e le sculture di Paolo Perotti impreziosiscono la Chiesa di San Germano e San Giovanni Bosco di Podenzano. Nell’estate del 1957 si iniziò il ciclo degli affreschi di Luciano Ricchetti: la Crocifissione, la Natività, il Sacro Cuore, la Risurrezione, la Madonna, San Giovanni Bosco, la Vergine del Rosario, i putti, gli angeli in coro, gli Evangelisti, la Via Crucis. Negli affreschi di Ricchetti molto spesso sono raffigurati personaggi (Mons. Teodoro Pallaroni viene raffigurato nella II stazione della Via Crucis), paesaggi e monumenti podenzanesi.
Attualmente i co-parroci sono Don Pietro Galvani e Don Giuseppe Ferrari, Don Paolo Mascilongo curato.